In ricordo di Antonella

Cara Antonella,

nel giorno in cui ti diamo l’estremo saluto vorrei rivolgermi per l’ultima volta a te come amica.

Sono andata indietro nel tempo alla ricerca del nostro primo incontro e l’ho trovato in quei giorni di studio di 25 anni fa, quando da giovani madri ci accingevamo a frequentare il corso per caposala.

Ricordo la tua elegante bellezza, capelli biondi , occhi azzurri e trasparenti un sorriso bellissimo e nello stesso tempo ricordo la grande tenacia nel conciliare gli impegni di madre e della professione.

Negli anni seguenti ho imparato tanto dalle tue parole, dicevi, con il linguaggio chiaro e asciutto che la scienza ti ha insegnato, che aiutare i pazienti era il tuo obiettivo primario, che volevi far sentire il tuo infaticabile impegno di donna e infermiera a voce alta in un mondo in cui troppi erano i silenzi.

Mi raccontavi di come eri riuscita in anni difficili per la professione ad imporre la tua identità e la tua visione.

Di te colpiva l’autenticità, l’inesauribile capacità di stupirsi e di interrogarsi.

Cosa ci hai lasciato?

Alla professione una lezione di coerenza, di onestà, di passione genuina.

A noi infermieri il senso di responsabilità come fondamento nell’agire quotidiano verso i nostri assistiti.

A tutti una visione grande e generosa, l’invito a gurdare al di là del proprio io.

Cara Antonella, continueremo a camminare insieme nella speranza di riuscire a mantenere e migliorare il patrimonio culturale che ci hai lasciato in cui hai sempre creduto e al quale hai dedicato gran parte della tua vita.

Buon viaggio amica mia

Marina Mazzotti